Vera Vassalle, "Rosa"

di Giovanni Baldini, 14-7-2003, Creative Commons - Attribuzione 3.0.

Medaglia d'Oro al Valor Militare

Nata a Viareggio il 21 gennaio del 1920, dopo l'armistizio Vera si unì al gruppo di resistenti coordinato dal cognato Manfredo Bertini.
La necessità di contattare gli alleati vide Vera accollarsi un lungo e pericoloso viaggio verso la parte d'Italia che era già stata liberata.

Vera parte il 14 settembre 1943 e dopo due settimane passa il fronte nei pressi di Montella d'Irpinia, riuscendo a mettersi in contatto con ufficiali dell'esercito americano. In risposta alle necessità dei partigiani versiliesi le viene affidata la missione, nome in codice "Rosa", di stabilire un contatto radio clandestino per coordinare le azioni alleate con quelle partigiane.
Dopo un breve periodo di apprendistato a Napoli presso l'Ufficio Servizio Strategico Americano, Vera riparte per un lungo tragitto che attraverso varie città del meridione e passando per la Corsica le permette di sbarcare a Castiglion della Pescaia con un motosilurante.
Portando con sé l'apparecchiatura ricetrasmittente dissimulata come bagaglio a mano, sfuggendo a perquisizioni e a numerosi imprevisti il 19 gennaio 1944 Vera è di nuovo a Viareggio.

In un primo tempo i tentativi di creare la radio clandestina fallirono per la negligenza del radiotelegrafista. Vera fu costretta a ripartire cercando un contatto a Milano, dal quale riuscì a ottenere nuovi piani di trasmissione e la promessa di un nuovo radiotelegrafista: Mario Robello venne designato per assumere l'incarico.

Robello, detto "Santa", venne paracadutato sull'Alpe delle Tre Potenze e a fine marzo Radio "Rosa" potè cominciare le trasmissioni.
L'attività frenetica della radio ottenne 65 lanci alleati per i partigiani versiliesi e altri ne ottenne per formazioni partigiane dislocate in altre zone della Toscana.
Il 2 luglio 1944 a seguito di una delazione Vera, Mario e alcuni loro collaboratori furono costretti ad una fuga rocambolesca e ad interrompere la loro attività clandestina, salvando però le carte più preziose.

Finita la guerra Vera Vassalle e Mario Robello si sposeranno, trasferendosi in Liguria. Vera condurrà la sua professione di insegnante elementare e di attiva partecipazione politica con il Partito Comunista fino all'85, anno in cui morirà di un male incurabile.

A Vera Vassalle è stata assegnata una medaglia d'oro al valor militare, inoltre il 29.11.2003 la Regione Toscana le ha assegnato il Gonfalone d'Argento alla memoria durante la Festa della Toscana, nel 2003 dedicata ai temi della disabilità: poco dopo la nascita Vera è stata infatti colpita da poliomelite, riportandone una leggera ma permanente infermità alla gamba destra.

La vicenda di "Rosa" compare anche in Il Clandestino, romanzo di Mario Tobino, del 1962.

Medaglia d'Oro al Valor Militare

Ventiquattrenne, di eccezionali doti di mente, d'animo e di carattere, all'atto dell'armistizio, incurante di ogni pericolo, attraversava le linee tedesche e si presentava ad un comando alleato per essere impiegata contro il nemico.
Seguito un breve corso d'istruzione presso un ufficio informazioni alleato, volontariamente si faceva sbarcare da un Mas italiano in territorio occupato dai tedeschi. Con altro compagno R.T. portava con sé una radio e carte topografiche, organizzava e faceva funzionare un servizio di collegamento fra tutti i gruppi patrioti dislocati nell'Appennino Toscano, trasmettendo più di 300 messaggi, dando con precisione importanti informazioni di carattere militare. La sua intelligente e coraggiosa attività rendeva possibile 65 lanci da aerei alleati.
Sorpresa dalle SS tedesche mentre trasmetteva messaggi radio, riusciva a fuggire portando con sé codici e documenti segreti e riprendeva la coraggiosa azione clandestina.
Pochi giorni prima dell'arrivo degli alleati passava nuovamente le linee tedesche portando preziose notizie sul nemico e sui campi minati.
Animata da elevati sentimenti, dimostrava in ogni circostanza spiccato sprezzo del pericolo, degna rappresentante delle nobili virtù delle donne italiane.
Italia occupata, settembre 1943 - luglio 1944

Bibliografia

Antifascismo e Resistenza in Versilia
"per chi non crede"
di Francesco Bergamini, Giuliano Bimbi
ANPI Versilia, 1983

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